Basilicata

Intestazione fittizia di quote societarie, scatta il sequestro a Rionero in Vulture

Guardia di Finanza Policoro

Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, il locale Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, nei giorni scorsi, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura Distrettuale, avente ad oggetto le quote sociali (corrispondenti al 70% del capitale) dell’azienda agricola Ofanto S.r.l., con sede in Rionero in Vulture, nota impresa lucana che opera nel settore vinicolo.

Il provvedimento di sequestro, che ha interessato le quote societarie formalmente intestate a Potito Ruggiero e Buglione Michele, è stato emesso all’esito di un’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza e svolta dai militari del Gico della Guardia di Finanza di Potenza.

L’indagine – si legge in un comunicato stampa della Procura- ha permesso di acquisire plurime e convergenti evidenze indiziarie rispetto a una fittizia operazione di intestazione delle quote della società agricola. Il vero titolare- secondo la Procura- sarebbe stato Pasquale Bafunno. Infatti, secondo le risultanze investigative attualmente acquisite, risultava interessato a non apparire formalmente nella compagine societaria (in quanto, come ipotizzato dagli inquirenti e ritenuto dal Gip, consapevole del rischio di sequestri e confische a suo carico) negli anni precedenti. Infatti nel luglio 2015 era stato a raggiunto sia da misura cautelare della custodia in carcere emesso dal Gip presso il Tribunale di Torino, nell’ambito di una indagine della Dda piemontese nei confronti dei componenti di una ‘ndrina calabrese operante in nord Italia, mentre nel febbraio 2016 nei suoi confronti era scattato un provvedimento interdittivo antimafia  dal Prefetto di Potenza.

Le indagini hanno permesso di far luce sul notevole volume di affari, anche nell’ordine di centinaia di migliaia di euro che, nel corso degli anni, la società agricola Ofanto è stata in grado di sviluppare, sul compendio immobiliare, attestatosi su un valore di oltre 250.000,00, euro oltre che su numerosi investimenti immobiliari e operazioni finanziarie, come quella del valore chiarato di 360.000,00 euro relativa alla locazione non finanziaria di un terreno agricolo, a fronte dei redditi modesti, e in taluni casi irrisori, dichiarati dai cessionari delle quote negli anni antecedenti e successivi alla cessione di quote del 2016, rispetto a cui è stato ipotizzato il reato di trasferimento fraudolento di valori.

La gestione delle quote societarie sequestrate è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Giudice per le Indagini Preliminari. Ai cinque indagati è stata è stata anche notificata l’informazione di garanzia, emessa dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Potenza.

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