Sardegna

Nuove sale operatorie ma senza i macchinari

SASSARI. Tre nuove sale operatorie appena aperte al quarto piano del Santissima Annunziata, in tutto otto spazi complessivi dedicati alla chirurgia, 7 al quarto piano e 1 al terzo : peccato che al momento l’Aou abbia tra le mani una fuoriserie che macina come un’utilitaria. Gli spazi finalmente ci sono, quel che ancora manca sono le attrezzature e il personale per viaggiare a pieno regime.

La prima carenza è quella dei ventilatori: ogni sala operatoria dove viene praticata al paziente un’anestesia generale, deve essere dotata di un carrello con un ventilatore meccanico come quelli in uso in rianimazione, di un monitor e dell’apparecchio che eroga i gas anestetici. I ventilatori acquistati diversi mesi fa per le nuove sale, sono stati immediatamente dirottati sulle vecchie, per sostituire i dispositivi ormai obsoleti. Questo significa che l’Aou non possiede 8 ventilatori funzionanti per tutte le 8 sale disponibili.

È evidente un problema di organizzazione, e questo è frutto anche di un deficit che si trascina da anni: la struttura di Anestesia Rianimazione 2 è senza primario dal 2017: si sono succeduti facenti funzione del Santissima Annunziata e ora da 2 anni ci sono solo “referenti” di area (1 per la rianimazione ed 1 per anestesia) con la supervisione del direttore di Anestesia rianimazione 1. Difficile far andare spedita la nave senza un timoniere. L’anestesia è un volano essenziale per le prestazioni delle sale operatorie. L’inciampo dei ventilatori è un esempio lampante.

Le carenze però non finiscono qui. Facciamo il punto. Nella struttura di Anestesia rianimazione 2 ci sono 10 anestesisti + 1 specializzando sotto contratto. L’azienda è chiamata a focalizzare i propri obiettivi: con quel numero al massimo riuscirà a far funzionare le sale al mattino, invece al pomeriggio è ben più in salita. La mission del Santissima Annunziata dovrebbe essere l’attività di emergenza urgenza quindi con quel numero di anestesisti si può implementare l’attività al mattino, ma non si cambia marcia in regime di emergenza. Esempio: il sabato (2 anestesisti) e domeniche (1 solo anestesista) continueranno a dare risposte incomplete e tardive all’urgenza. In più, come già accennato, mancano gli infermieri di anestesia e non ci sono sufficienti strumentisti. La direzione è subissata di lettere provenienti da svariati reparti che lamentano queste carenze. Spesso, anche quando il blocco operatorio viaggiava col limitatore, è stato il deficit di strumentisti a fare da collo di bottiglia.

Ed è un peccato, perché l’Aou avrebbe davvero l’occasione per cambiare passo. La cronica penuria di spazi per anni è stato il pomo della discordia, con le poche sale disponibili contese con il bisturi tra i denti tra i vari primari. Ne sa qualcosa la direzione aziendale, costretta a mediare tra anestesisti e chirurghi di diverse specialità. Ora le sale operatorie salgono a 8: quindi la possibilità di incrementare il numero di interventi e smaltire l’arretrato è concreta. Le liste d’attesa si sono accumulate a dismisura durante il periodo covid, quando l’attività chirurgica si è ridotta anche del 30 per cento. In estate poi le attese si sono fatte insostenibili, con le ferie concesse al personale i pazienti sono alla disperazione. L’Aou potrebbe avere i mezzi per dare una risposta: il rischio è che alla nuova macchina occorra troppo tempo per marciare a pieni giri.

Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *