Bergamo, Lombardia

Seriate, il coraggio di rinascere ascoltando “Il suono dei pensieri”

Seriate. È trascorso un anno che ha fatto e fa storia. Un anno scandito dal Covid-19, da silenzi, solitudini, dolori, paure e riscoperte, ma anche speranze. Il 2020 ci ha costretti a fermarci, a guardarci dentro, a pensare e lasciare tracce di noi. Queste tracce saranno svelate domenica 19 settembre con “Il suono dei pensieri”, anticipato da una settimana di eventi in programma dal 14 al 18 settembre.

Progetto culturale promosso dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con TeatroSeRaglio e O’Cipher e con la direzione artistica di Franco Resta, “Il suono dei pensieri” ha raccolto le testimonianze di diversi seriatesi e le ha rielaborate sotto forme artistiche diverse per mantenere sì vivi i ricordi sulla pandemia ma soprattutto
per esorcizzarli e rinascere! Frammenti di memoria saranno restituiti attraverso un viaggio itinerante tra teatro, danza, musica e video da farsi negli spazi della biblioteca civica G. Gambirasio.

Il pubblico è invitato all’ascolto del “suono dei pensieri” lasciandosi emozionare da parole, note e corpi in movimento. Domenica l’inaugurazione della manifestazione sarà alle 10 e la giornata si svilupperà seguendo in contemporanea due itinerari: gli spettacoli dal vivo, a cui si potrà accedere solo su prenotazione (www.comune.seriate.bg.it), e la visione di videointerviste, mostre e installazioni ad accesso libero. A collegare il tutto saranno le bianche figure di Silence Teatro che “come angeli del cielo” si muoveranno interagendo con l’ambiente e le persone.

“Covid-19, una parola che si vorrebbe cancellare dal vocabolario quotidiano. Ma non si può. Parlare di pandemia ha nauseato a tal punto che è venuto il momento di esorcizzarla, di pensare a una rinascita attraverso un rito catartico collettivo: Il suono dei pensieri – dichiara il sindaco Cristian Vezzoli -. Progetto culturale a cura dell’Amministrazione comunale, in collaborazione con alcune realtà artistiche e maestranze del territorio, in un anno di intenso lavoro ha raccolto le testimonianze dei seriatesi che avevano voglia di raccontarsi e di liberarsi da pesi e silenzi per troppo tempo taciuti. Si sono aperti a noi confessando momenti tristi, felici, vizi e virtù, oggi svelati in videointerviste, nel testo teatrale della compagnia Seraglio, che si è ispirata agli elaborati dei corsi di scrittura organizzati in biblioteca, nel rituale di danza di O’Cipher Company, che ha usato l’antica tecnica giapponese del kintsugi per rielaborare un trauma. Le voci di molti sono state raccolte e rimaneggiate usando diversi linguaggi artistici: il teatro, la musica, la danza, il disegno. Ora vengono restituite ai cittadini e non solo, seguendo un viaggio nel suono di quei pensieri che ci hanno accarezzato in un anno sospeso. Questi pensieri ora ritornano a noi con la forza dell’arte per dirci di non dimenticare, ma anche di non vivere di ricordi, bensì di esperienze da trasformare in occasioni, speranze di vita e rinascita”.

Il viaggio alla riscoperta di un tempo sospeso partirà alle 10. Dopo i saluti inaugurali, attorno alle 10.15 comincia il primo itinerario, replicato alle 14.45, 15.30 e 16.15, per chi si è prenotato. In rispetto delle normative Covid-19 i gruppi saranno a numero limitato.

Ad aprire il sipario lo spettacolo teatrale «Parole nel cassetto» a cura di TeatroSeRaglio, la cui drammaturgia si è ispirata ai testi dei laboratori di scrittura autobiografica promossi dalla biblioteca.
“Ogni parola ha una storia, ognuno di noi ha una storia, legata agli eventi della nostra vita – dichiara l’attore della compagnia, nonché direttore artistico Franco Resta -. Un gruppo numeroso di persone ha deciso di affidarci alcune di queste parole ed emozioni, momenti quotidiani, ricordi reali e fantastici, paure e sogni. Attimi vissuti mentre attorno a noi il tempo era sospeso, era la pandemia. E così sono riaffiorati i ricordi: l’altalena costruita dal nonno, l’abito rosso appeso nell’armadio, la spesa al supermercato, il viaggio a Venezia … Senza un ordine preciso abbiamo messo in fila tutte queste parole che vivranno per sempre custodite nello scaffale della memoria della biblioteca G. Gambirasio”.

A seguire il concerto del quintetto Thinking Skteches nato per raccontare, con il suono, una storia scritta da Giuseppe Goisis “Alfor, una vita a caso”, dove si narrano le vicende di Alfòr, protagonista in bilico tra casualità e scelte razionali. Piccoli gesti, abitudini infantili mai abbandonate e la durezza della vita ordinaria. Un uomo come tanti, un eroe, forse, per un giorno, come cantava David Bowie e come lui amava canticchiare stonato. Gli Sketches sono frammenti di melodia, cellule ritmiche che, come le formiche che Alfòr ama osservare, vanno e vengono durante tutto il concerto, ne costruiscono la struttura tra casualità, improvvisazione e formalizzazione. Un melting pot di interferenze musicali; la colonna sonora di un film visto in Tv, dove gli spot pubblicitari fanno la loro parte. A chiudere il viaggio la performance a cura di O’Cipher Company: “Kintsugi – sul coraggio della fragilità”.

La tecnica del kintsugi, sviluppata in Giappone a partire dal 1600, consiste nell’utilizzare polvere d’oro “per riunire i pezzi di un oggetto di ceramica rotto, rendendolo così un’opera d’arte unica ed evidenziandone le crepe anziché nasconderle”. (Celine Santini). Partendo dai concetti di frattura, rottura e distanza, O’Cipher Company usa il simbolismo di questa antica arte per creare un rituale collettivo il cui scopo è esorcizzare i traumi che ci appesantiscono rielaborandoli attraverso un’esperienza di
consapevolezza profondamente intima, da un lato, e di sincera condivisione con la comunità dall’altro. La performance è interattiva e partecipativa: il pubblico non è solo spettatore ma diviene attore e cocreatore dell’opera d’arte stessa. I partecipanti saranno infatti inviati a collaborare con le danzatrici e l’artista Susanna Alberti per realizzare una scultura che sarà donata al Comune di Seriate.

L’oro è da sempre associato al denaro. L’umanità ha lottato, scavato fossati, innalzato trincee, si è divisa ed è arrivata ad uccidere per ottenerlo. L’arte giapponese ci insegna invece che questo prezioso metallo può diventare uno strumento per unire, riallacciare e rendere compatibili tra loro parti che sembravano non esserlo più. Addirittura, è possibile creare nuove forme, unendo frammenti di composizioni ormai distrutte, più forti e resistenti proprio grazie al processo di ricostruzione. Kintsugi è un invito a svelare le proprie ferite e fratture e a onorarle trattandole non più come segni di cui vergognarsi né da tenere nascosti, ma come elementi da valorizzare, da adornare e da lasciare risplendere come i più preziosi tra i gioielli, perché dopo la rottura c’è la rinascita.
In contemporanea sarà possibile accedere liberamente negli spazi della biblioteca per vedere video, installazioni artistiche disseminate nelle sale e la mostra TOUCH ME a cura di Lisa Belloli e allestita in tensostruttura.

Le «videointerviste take away»: la parola a 35 seriatesi
In auditorium, emeroteca, nella sala lettura nella sezione ragazzi al secondo piano e in quella adulti al primo piano ci saranno delle postazioni video dove ascoltare le 35 interviste fatte durante l’anno ai cittadini seriatesi, dal fornaio al fruttivendolo e barista, dalla bibliotecaria all’infermiere, dalla signora intubata e sopravvissuta al Covid al parroco, dal sindaco e dipendenti comunali alle assistenti sociali, dalle associazioni sportive ai giovani dell’oratorio, dalla dirigente scolastica agli studenti, dal comandante
uscente della Polizia locale al direttore e ospiti della Rsa Giovanni Paolo I. Si ascolteranno le parole di nonna Italia, che ha usato il quaderno regalatole dalla nipote Giorgia come mezzo «per alleggerire la lontananza dai nipoti imposta dalla quarantena per Covid. Quando scrivevo mi sentivo più vicina a Giorgia, mi rasserenavo un poco, era un momento di comunione emotiva molto forte e tenera». C’è la barista Stella, che ricorda la perdita del padre alpino paracadutista. Un tuttofare, che se si fosse trovata su di un’isola deserta la persona che avrebbe voluto vicino sarebbe stata lui. A lei, alle sorelle e alla madre, tutte ammalatesi di Covid, la pandemia ha portato via “l’uomo di casa”. Per un momento è stato il vuoto, poi hanno messo un punto e a capo. Il cambiamento è diventato un’occasione per  “migliorare”, con una consapevolezza: l’importanza della famiglia. C’è il cuoco Luca e i ricordi delle persone impaurite da cui andava per le consegne a domicilio: “Mi chiedevano di lasciare tutto fuori dalla porta” racconta. C’è la fornaia Claudia che evitava ed evita di “fare la spesa al supermercato. Si faceva, ma di fretta, una volta al mese e sottocasa”, dice. Il gioco a carte con il padre sul terrazzo, i libri e il silenzio domestico la rigeneravano dalla tensione vissuta sul posto di lavoro. C’è Anna e il suo viaggio in una “Venezia vuota, silenziosa, pochissimi turisti”. Ci sono loro e molte altre persone ancora di cui ascoltare i pensieri.

La mostra: TOUCH ME
Installazione a cura di Lisa Belloli e O’Cipher Company
Durante il 2020 l’uso espressivo del nostro corpo si è dovuto bruscamente interrompere. Le arti-terapie, elementi dell’universo artistico di Patrizia Pasquale, co-fondatrice di Oc Hip Hop School, sono venute in soccorso di questa drammatica limitazione, dando la possibilità ai giovani allievi dei corsi di danza di esprimere i loro sentimenti e pensieri attraverso il disegno e la rappresentazione grafica del movimento. Nel progredire di questi lavori, la giovanissima artista Lisa Belloli, allieva anch’essa della scuola, ha stimolato i ragazzi più giovani alla realizzazione di opere artistiche con materiali più concreti, fisici, terreni nel senso etimologico del termine.
L’esposizione TOUCH ME, allestita in tensostruttura, narra proprio questo percorso di riconciliazione con il movimento del corpo partendo da un concetto semplice ma molto efficace: nel momento in cui non possiamo muoverci, cerchiamo attraverso l’arte di perpetrare tale movimento in quanto forma espressiva inevitabile. Il naturale passaggio successivo è quello di “fissare” nei materiali più fisici l’immagine di questo stesso movimento, come a volerlo imprimere per sempre in qualcosa di indistruttibile, come a volergli assegnare un valore immortale che in un certo senso è l’opposto della sua stessa essenza: la volatilità. Il movimento è per definizione non duale: non c’è soluzione di continuità tra la sua manifestazione e il suo esaurimento.

TOUCH ME ci offre la grande opportunità di poter godere di esso anche con il senso del tatto, di poterlo tenere in mano, percependone la densità per poterlo finalmente
toccare. La mostra è nata da un’idea di Lisa Belloli e Patrizia Pasquale. Le opere sono realizzate da Lisa Belloli e dagli allievi di Oc Hip Hop School tra settembre 2020 e giugno 2021. Nella tensostruttura saranno esposti anche i disegni realizzati dai bambini delle scuole primarie di Seriate e il fumetto “Voyage to Corona” a cura di Federico De Musso. Mentre negli spazi della biblioteca tra i materiali in esposizione il Diario di Tempo di Agire, le sculture di Simonetta Fugacci e opere artistiche realizzate durante i mesi di pandemia. Durante la giornata ci saranno le incursioni di Silence teatro con “Come angeli del cielo”.
Gli artisti, angeliche e bianche presenze, sospesi tra cielo e terra, nella tensione dei corpi, rivelano il desiderio struggente di volo e nella fissità delle posture un’energia incontenibile. Reale ed irreale respirano lo stesso respiro. Con questo nuovo spettacolo il SILENCE teatro prosegue il proprio lavoro di ricerca attraverso forme di espressione tendenti al connubio fra teatro e ambiente, tra spazi urbani e proposta artistica. Questa performance è dedicata soprattutto a coloro che caparbiamente credono ancora possibile assaporare la straniante bellezza del sogno.

Prologo: dal 14 al 18 settembre
La manifestazione sarà anticipata da alcuni appuntamenti pensati per creare curiosità e rientrare in contatto con la gente per farla sentire partecipe del progetto culturale. Dal 14 al 18 settembre in alcune zone della città ci saranno delle incursioni urbane a cura di OC HIP HOP SCHOOL.
Martedì 14 alle 21, in biblioteca, si terrà «Voglio dirvi qualcosa che vi tocchi …» a cura di RespiroCobalto.
Parte conclusiva del progetto «Poesie al telefono» partito a marzo 2020, sarà una performance dal vivo tra musica e parole. Giuseppe Jos Olivini creerà un paesaggio sonoro per abbracciare lo spettatore e  condurlo all’ascolto di alcune poesie lette da Clara Luiselli e Laura Mola. Posti limitati e prenotazione obbligatoria. Per informazioni: 035.304354 – biblioteca@comune.seriate.bg.it.

Venerdì 17 alle 20.30 nell’oratorio San Giovanni Bosco, in replica sabato 18 alle 20.45 al Cineteatro Gavazzeni, “E-MOTUS – Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso”. Performance di teatrodanza, con coreografie curate da Chiara Crovetto e Alessia Nava e interpretate da alcuni allievi di OC Hip Hop School, vuole dare corpo a una serie di testi nati, durante il 2020, dalle esigenze espressive di alcuni seriatesi. Grazie alla voce di Daniela Morandi e al sound design di Francesco Crovetto questi testi sono diventati la colonna sonora di un percorso di ricerca e di indagine sul significato del corpo e sul cambiamento che l’emergenza sanitaria ha inevitabilmente provocato nel nostro rapporto con esso. Il suono delle parole si trasforma dunque in arte visiva, movimento e interpretazione corporea da restituire alla comunità non solo sul piano razionale e mentale del racconto, ma anche attraverso l’immediatezza del gesto estemporaneo da esso stesso ispirato. La pandemia ci ha allontanati dal corpo, non solo da
quello degli altri ma anche dal nostro. Come Socrate ci invita a fare, per agire con efficacia nel mondo non possiamo fare a meno di riconnetterci con il nostro veicolo primario.

Mercoledì 22 alle 20.45 al cineteatro Gavazzeni presentazione del libro e proiezione del film “Ritorno in apnea”, alla presenza dell’autrice e regista Anna Selini. Il mestiere del giornalista è essere dove le cose accadono. Così Anna Maria Selini decide di tornare nella sua Bergamo, in piena pandemia, munita di taccuino, microfono e telecamera, per documentare quello che stava succedendo in Valseriana e in tutta la provincia. In questo reportage – dalla prima fino alla terza ondata – si ritrovano storie, a partire da quella dell’autrice, e fatti inediti raccontati attraverso le testimonianze dirette di chi è stato in prima linea, medici, infermieri, operatori, ma anche di chi è stato ricoverato, di chi ha perso parenti e amici e di numerosi psicologi.
Ingresso unico: 5 euro. Per informazioni: info@cineteatrogavazzeni.it. Prevendita: www.cineteatrogavazzeni.it.

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